Cartello videosorveglianza in area privata: ville e condomini

Il cartello di videosorveglianza in aree private è obbligatorio? In questo articolo rispondiamo a questa domanda facendo degli esempi utili per proprietari di ville, appartamenti e uffici.

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cartello videosorveglianza area privata

Normativa sul cartello di videosorveglianza per ville e condomini: cosa sapere

Scegliere di abitare in una villa o in un contesto condominiale con un sistema di sorveglianza è importantissimo per evitare il rischio di essere “presi di mira” da eventuali malintenzionati. Che le ville siano infatti appetibili dai ladri di ogni genere è abbastanza noto, così come sono particolarmente apprezzati condomini sprovvisti di portierato o sorveglianza privata. In entrambi i casi dunque, la soluzione migliore per i proprietari è quella di fornirsi di un sistema di allarme adeguato che includa magari anche la videosorveglianza. 

Per potersi munire di telecamere di videosorveglianza però è necessario rispettare alcune regole normative che riguardano anche il cartello di videosorveglianza per aree private. In questo articolo, cercheremo di fare chiarezza in merito e di capire nello specifico quali sono le regole da rispettare per la videosorveglianza di ville e condomini

VIDEOSORVEGLIANZA PER VILLE E CONDOMINI: DIFFERENZE TRA AREE PRIVATE E AREE COMUNI

Prima di entrare nel dettaglio è bene sottolineare la differenza che c’è tra spazio privato e spazio comune. Un’area privata è tutto ciò che si trova all’interno della propria proprietà: rientrano in questa fattispecie quindi gli interni di un’abitazione ma anche eventuali spazi esterni come terrazzi e giardini. 

Le aree pubbliche invece sono tutte quelle zone ove c’è libero accesso alle persone, come strade, piazze, parchi, stazioni, edifici pubblici quali biblioteche o municipi. Queste due tipologie di aree, se videosorvegliate vanno trattate in modo totalmente diverso per effetto della normativa sul trattamento dei dati personali attraverso dispositivi video

La linea di principio da rispettare è la garanzia di protezione della sfera privata delle persone che possono in qualche modo “finire” sotto l’occhio delle nostre telecamere. Vediamo ora nello specifico come è possibile dotarsi di un impianto di videosorveglianza senza incappare in sanzioni amministrative.

CARTELLO DI VIDEOSORVEGLIANZA PRIVATA PER VILLE

Se viviamo in una villa e desideriamo tutelare la nostra proprietà da possibili effrazioni possiamo installare sistemi di allarme dotati di telecamere senza per questo richiedere permessi particolari. La normativa infatti prevede che un privato possa installare telecamere di sicurezza senza l’obbligo di autorizzazione da parte del Garante per la protezione dei dati personali. 

Quando si installa un sistema di videosorveglianza per proteggere la propria abitazione è poi necessario avvisare le persone della presenza delle telecamere con appositi Cartelli di Videosorveglianza.

Infatti, per il rispetto della normativa sul trattamento dei dati personali attraverso dispositivi video, i proprietari di un sistema di videosorveglianza hanno sempre l’obbligo di informare (ex art. 13 del GDPR ) chiunque stia per accedere nell’area. Devono informare attraverso un Cartello di Avviso Area Videosorvegliata che va esposto assolutamente prima della zona videosorvegliata.

PER APPROFONDIRE: Cartello Videosorveglianza, cosa dice il GDPR

Per fare un esempio pratico: possiamo installare una telecamera nel nostro giardino e segnalarne la presenza con un Cartello di Videosorveglianza posto all’ingresso esterno della nostra villa. La telecamera  non deve riprendere l’esterno come il cortile, le scale condominiali o la strada di fronte. Nel caso non sia possibile limitare questo aspetto, la telecamera deve essere posizionata in modo tale che la visuale sia “ad altezza scarpe” in modo tale da non riprendere i volti delle persone.

Se le linee guida appena descritte non vengono rispettate, si può incorrere in sanzioni piuttosto pesanti che vanno dal risarcimento morale di chi è stato ripreso indebitamente alla reclusione dai 6 mesi ai 4 anni. 

Diverso è invece il discorso per i cartelli dissuasori, quelli cioè tipici dei sistemi di allarme, fortemente consigliati in quanto fungono da potente deterrente contro eventuali malintenzionati. I cartelli dissuasori vengono utilizzati nei casi specifici di allarmi collegati agli Istituti di Vigilanza, come ad esempio accade per i sistemi di allarme Verisure. Questi ultimi sono direttamente collegati ad una Centrale Operativa il cui compito è quello di verificare immagini e audio in soli 60” e, una volta accertato il tentativo di effrazione, di inviare sul luogo le Guardie Giurate e avvisare le Forze dell’Ordine. Il cartello dissuasore in questo caso ha una duplice funzione: 

  • far desistere il malintenzionato dall’azione furtiva (a nessun ladro piace essere ripreso da una Centrale Operativa!) 
  • indica le generalità dell’Istituto di Vigilanza, le modalità in cui vengono svolte le attività di vigilanza e di intervento oltre alle caratteristiche dell’allarme stesso

CARTELLO DI VIDEOSORVEGLIANZA PER CONDOMINI

La videosorveglianza all’interno di un condominio è permessa al fine di proteggere la sicurezza di persone e la tutela dei beni e come abbiamo visto per le ville, anche qui è necessario rispettare alcune regole ben precise. 

All’interno di un condominio la videosorveglianza può essere trattata in una duplice modalità: 

  • videosorveglianza per le aree private 
  • videosorveglianza per le aree comuni 

Nel primo caso, sono i condomini e quindi i proprietari degli appartamenti/uffici che installano un proprio sistema di videosorveglianza privata al fine di proteggere i propri immobili. In questa fattispecie vigono tutte le regole viste poco fa: 

  • obbligo di mostrare cartelli informativi 
  • nessun obbligo di richiedere permessi al Garante della Privacy 
  • consiglio di affissione dei cartelli dissuasori per sistemi di allarme connessi a Centrale Operativa (di Istituti di Vigilanza)

Nel caso di sistemi di videosorveglianza per condomini, l’installazione può avvenire solo previa assemblea condominiale e consenso della maggioranza dei condomini. 

Esempio pratico: pensiamo ad un residence dotato di parco pubblico, autorimessa, lavanderia o palestra. È possibile che un amministratore di condominio ritenga necessario proteggere tali aree da eventuali azioni vandaliche o da furti tramite l’installazione di telecamere di videosorveglianza. In questo caso, le regole da rispettare sono quelle riportate dal provvedimento generale del Garante per la Protezione dei Dati Personali in tema di videosorveglianza:

  • obbligo di affissione dei cartelli Avviso area videosorvegliata 
  • obbligo di conservare le registrazioni per un tempo limitato, necessario unicamente alle finalità per cui sono state acquisite. Spetta al titolare dell’impianto individuare i tempi di conservazione delle immagini, tenendo conto del contesto e delle finalità del trattamento. In via generale, gli scopi legittimi della videosorveglianza sono spesso la sicurezza e la protezione del patrimonio. Solitamente è possibile individuare eventuali danni entro uno o due giorni ma nel caso dei condomini, il Garante dispone che è congruo ipotizzare una durata di conservazione delle immagini di 7 giorni 
  • obbligo di non riprendere luoghi non rilevanti (strade, altri condomini etc) 
  • obbligo di protezione dei dati raccolti con idonee misure di sicurezza; a tali informazioni possono accedere solo titolari, responsabili o incaricati del trattamento dei dati

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