Rapine in Italia: cresce l’insicurezza dei cittadini

Le rapine continuano a destare un senso generale di insicurezza nei cittadini. Le conseguenze drammatiche innescate, rivelano tutta la pericolosità del fenomeno

Le rapine in Italia restano un fenomeno allarmante. È sufficiente sfogliare ogni giorno gli articoli di giornale per intuire la pericolosità sociale di queste azioni criminali.

Il problema principale è dato dall’impossibilità di prevedere le conseguenze reali scatenate dagli episodi di rapina ad opera di malviventi senza scrupoli.

Le rapine rientrano di fatto nei reati definiti predatori, ovvero azioni criminali che si distinguono per l’uso della violenza esercitato.

Possono essere distinte in base al tipo di bersaglio prescelto. Si va dalle rapine ai danni degli esercizi commerciali, che coinvolgono soprattutto farmacie, supermercati, gioiellerie, hotel e ristoranti, alle rapine in abitazione. In quest’ultimo caso gli obiettivi preferiti dai malviventi sono soprattutto le ville, data la maggiore possibilità di guadagno percepito e l’isolamento che il più delle volte le contraddistingue. Le irruzioni in questo caso si caratterizzano in modo frequente per i contorni brutali che assumono. Anche per questo il senso di crescente insicurezza dei cittadini è molto accentuato.

I rapinatori possono fare di volta in volta ricorso alla violenza nel momento in cui vengono beccati in flagranza di reato dalle vittime o per indurle a consegnare contanti e oggetti di valore. Il livello di violenza è direttamente correlato al tipo di reazione delle vittime. i casi di cronaca di tentativi di rapina finiti male sono in costante aumento.

Le città più colpite da questo preoccupante fenomeno si registrano nel Mezzogiorno. Napoli, Bari, Palermo e Catania sono le più coinvolte, stando ai dati Istat relativi al 2014, ma la situazione continua a sollevare preoccupazioni diffuse in tutta la Penisola.